Mons. Marcuzzo: "Relazione speciale tra Terra Santa e Azione Cattolica"

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XIV Assemblea nazionale dell’Azione Cattolica Italiana
“Vivere la fede, amare la vita”
L’impegno educativo dell’AC
(6/8 maggio 2011 - Roma, Domus Pacis, via di Torre Rossa, 94)
Comunicato n. 7
 
«Rinnovo qui la relazione speciale che da anni esiste tra l’Azione Cattolica Italiana e la Terra Santa»
 
Il saluto di Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vescovo ausiliare di Gerusalemme e Vicario patriarcale latino per Israele, alla XIV Assemblea nazionale dell’AC
 
«La vostra relazione con la Terra Santa è incentrata sui pellegrinaggi e su dei corsi di formazione residenziale, che non posso non incoraggiare con convinzione poiché essi fanno bene soprattutto ai giovani, ai quali è data la possibilità di “attingere alla fonte” e di rafforzare la comunione ecclesiale»: così Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vescovo ausiliare di Gerusalemme e Vicario patriarcale latino per Israele, nel suo saluto alla XIV Assemblea nazionale dell’AC.
In particolare, per il Vescovo ausiliare di Gerusalemme, va sottolineata l’esperienza dei corsi di formazione residenziali: «La vostra iniziativa è tra le prime, siete dei pionieri. Come tutte le formule nuove, anche questa ha bisogno di rodaggio, ma la vostra attenzione, la vostra capacità sono già consolidate e provate: per voi la Terra Santa non è solo un incontro con dei luoghi, ma con la Parola di dio vivificante e con la Comunità cristiana, e anche non cristiana, che custodisce i Luoghi santi e che ne tramanda la memoria vivente».

Mons. Marcuzzo ricorda nel suo saluto come «nella Chiesa di Terra Santa non abbiamo una vera Azione Cattolica, nel senso classico dell’Europa. Ma abbiamo un buon livello di associazionismo cattolico che porta le stesse caratteristiche dell’Azione Cattolica, cioè un laicato impegnato nel portare la missione della fede cristiana in piena collaborazione con la Chiesa locale. Sono delle associazioni molto diversificate, sia a livello parrocchiale che diocesano, ecumenico e talvolta anche inter-ecclesiale e inter-culturale. Ma il loro denominatore comune è appunto la collaborazione con i pastori della Chiesa locale, in dialogo, anche non sempre facile, con altri movimenti e spiritualità particolari».