Con lo sguardo alto sul nostro tempo

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di Franco Miano

Il momento assembleare è, per noi dell’Ac, una grande occasione per ritrovarci, accoglierci reciprocamente, stare insieme, ascoltarci, riflettere e lavorare gomito a gomito, e per definire le nuove linee di impegno dell’associazione. La storia delle assemblee di Azione cattolica ci consegna una ricchezza di fermenti, di testimonianze di fede, di slanci generosi e di dedizione a servizio della stessa associazione e della Chiesa, di aperture al paese e al mondo. L’Assemblea triennale costituisce una formidabile opportunità affinché ciascun delegato, assieme agli uditori e agli ospiti, porti il proprio originale contributo al dibattito, che ruoterà principalmente attorno al tema Vivere la fede, amare la vita. L’impegno educativo dell’Ac.

Vorrei cogliere lo spazio offerto da questa “edizione speciale” di Segno, semplice strumento di comunicazione che ci accompagnerà nella tre giorni assembleare, per ricordare come l’Azione cattolica da sempre sceglie di affiancare la vita delle persone attraverso un concreto impegno educativo calibrato a misura di ogni età. Vorremmo qui riscoprire e riaffermare in maniera ancor più decisa il nostro “carisma formativo”, per collaborare con la Chiesa tutta al percorso di annuncio e riscoperta della fede, aiutando ogni uomo a recuperare, nella quotidianità della propria vita – in famiglia, al lavoro, nell’impegno sociale e politico, nel volontariato, nella cultura, nel tempo libero… – la semplicità della sapienza evangelica.

Abbiamo in questo fine settimana un’ulteriore e preziosa possibilità di confrontarci per delineare progetti che orienteranno il cammino futuro dell’Ac e di esercitare il diritto di voto per eleggere coloro che saranno chiamati a ricoprire cariche direttive per il prossimo triennio. L’Assemblea nazionale è, come ho già avuto modo di dire in tante assemblee diocesane cui ho preso parte nei mesi scorsi, un segno di impegno e una testimonianza di amore alla Chiesa e all’Italia che l’Azione cattolica continua a dare. Abbiamo fra l’altro ancora negli occhi e nel cuore l’emozione e le splendide immagini della beatificazione di Giovanni Paolo II, che ha indicato all’Ac, con paterna insistenza, la via di una santità ordinaria e popolare. Al contempo teniamo lo sguardo alto sulle vicende internazionali e sulla situazione nazionale, che ci interrogano come donne e uomini, come cittadini, come cristiani. Il tema dell’educare alla vita e alla fede richiama del resto la nostra adesione a Cristo, la nostra capacità di comunicare al mondo la buona notizia, la volontà di rendere vere le parole che pronunciamo, facendo incrociare, con coerenza, il Vangelo con l’esistenza di ogni giorno e in ogni angolo della Terra.

Ecco dunque il mio augurio di buona Assemblea a tutti e il caloroso benvenuto ai tanti amici e testimoni che ci accompagnano in questi giorni, a cominciare dal cardinale Angelo Bagnasco, dal cardinale Stanislaw Rylko, da monsignor Mariano Crociata, da monsignor Giacinto Boulos Marcuzzo e da Emilio Inzaurraga.

Vorrei anche ringraziare – e avrò modo di farlo anche in altri momenti – quanti hanno operato per preparare questa Assemblea: anzitutto la Presidenza e il Consiglio nazionale di Ac, i collaboratori centrali, quindi il personale dell’Azione cattolica, quello dell’editrice Ave, il personale delle Domus Pacis e Mariae che ci accolgono a Roma. Un buon esito dei nostri lavori sarà comunque il modo migliore per esprimere la nostra gratitudine e per rilanciare l’impegno dell’Ac per il prossimo triennio.